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giovedì 30 gennaio 2014
domenica 5 maggio 2013
venerdì 15 marzo 2013
Time
Devouring Time , blunt thou the lion’s paws,
And make the earth devour her own sweet brood;
Pluck the keen teeth from the fierce tiger’s jaws,
And burn the long-lived Phoenix in her blood;
Make glad and sorry seasons as thou fleet’st,
And do whate’er thou wilt, swiftfooted Time ,
To the wide world and all her fading sweets.
But I forbid thee one most heinous crime:
O, carve not with thy hours my love’s fair brow,
Nor draw no lines there with thy antique pen;
Him in thy course untainted do allow
For beauty’s pattern to succeeding men.
Yet do thy worst,old Time; despite they wrong,
My
love shall in my verse ever live young
Tempo
divoratore, spunta le zampe al leone,
e
fa’ divorare alla terra la sua dolce progenie;
strappa
i denti aguzzi alle mascelle della feroce tigre
e
brucia nel suo sangue la longeva Fenice;
crea
liete e tristi stagioni mentre fuggi,
e
fa’ tutto quello che vuoi, Tempo dal piede veloce,
al
vasto mondo e a tutte le sue effimere dolcezze.
Ma
io ti proibisco il crimine più orrendo:
oh,
non incidere con le tue ore la bella fronte del mio amore
e
non tracciarvi linee con la tua penna antica;
lui
nel tuo assalto conservalo intoccato,
modello
di bellezza per gli uomini a venire.
Ma
fa’ del tuo peggio, vecchio Tempo: malgrado il tuo torto
Il mio amore vivrà nei miei
versi giovane sempre
William Shakespeare, Sonnet 19
lunedì 19 marzo 2012
time reflection
L’istante occupa uno stretto spazio fra la speranza e il rimpianto, ed è lo spazio della vita.
(Marcel Jouhandeau)
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