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venerdì 15 marzo 2013

Time




Devouring Time , blunt thou the lion’s paws,
And make the earth devour her own sweet brood;
Pluck the keen teeth from the fierce tiger’s jaws,
And burn the long-lived Phoenix in her blood;
Make glad and sorry seasons as thou fleet’st,
And do whate’er thou wilt, swiftfooted Time ,
To the wide world and all her fading sweets.
But I forbid thee one most heinous crime:
O, carve not with thy hours my love’s fair brow,
Nor draw no lines there with thy antique pen;
Him in thy course untainted do allow
For beauty’s pattern to succeeding men.
Yet do thy worst,old Time; despite they wrong,
My love shall in my verse ever live young


Tempo divoratore, spunta le zampe al leone,
e fa’ divorare alla terra la sua dolce progenie;
strappa i denti aguzzi alle mascelle della feroce tigre
e brucia nel suo sangue la longeva Fenice;
crea liete e tristi stagioni mentre fuggi,
e fa’ tutto quello che vuoi, Tempo dal piede veloce,
al vasto mondo e a tutte le sue effimere dolcezze.
Ma io ti proibisco il crimine più orrendo:
oh, non incidere con le tue ore la bella fronte del mio amore
e non tracciarvi linee con la tua penna antica;
lui nel tuo assalto conservalo intoccato,
modello di bellezza per gli uomini a venire.
Ma fa’ del tuo peggio, vecchio Tempo: malgrado il tuo torto
Il mio amore vivrà nei miei versi giovane sempre

William Shakespeare, Sonnet 19

lunedì 19 marzo 2012

time reflection

L’istante occupa uno stretto spazio fra la speranza e il rimpianto, ed è lo spazio della vita. (Marcel Jouhandeau)